MacBook Pro: cambio pasta termica CPU e GPU
Il problema
Sul mio MacBook Pro Late 2013 il sistema di dissipazione iniziava a dare evidenti segni di affaticamento: anche durante attività relativamente leggere, processore e GPU schizzavano sopra i 90 °C, e in carico raggiungevano i 100 °C in appena qualche secondo. Su un portatile è normale assestarsi su valori un po' più alti rispetto a un fisso, viste le dimensioni necessariamente ridotte del dissipatore, ma dopo tredici anni di onorato servizio con la stessa pasta termica di fabbrica una flessione delle prestazioni termiche era ormai inevitabile.
La diagnosi
Con il passare degli anni la pasta termica perde progressivamente la sua capacità di trasmettere efficacemente il calore dal die del processore alla heatpipe del dissipatore: si secca, si cristallizza e finisce per non aderire più correttamente alle superfici. Aprendo il portatile è stata la prima cosa che ho controllato, e come si vede dalle foto era ormai del tutto cristallizzata, non copriva più l'intera superficie del die. Il risultato concreto erano hot spot localizzati, throttling automatico per non superare la soglia critica e prestazioni complessivamente ridotte.
L'intervento
Su questo modello l'operazione è relativamente lineare, almeno in confronto ad altri portatili: il pannello posteriore si stacca con pochi avvitamenti e l'intero gruppo di dissipazione è accessibile direttamente. Ho rimosso il dissipatore, ripulito CPU e GPU dalla pasta vecchia con panno e cotton fioc imbevuti, e applicato in modo omogeneo della Arctic MX-4, una delle paste termiche di fascia alta più collaudate sul mercato. Una volta rimontato il dissipatore seguendo il pattern di serraggio corretto e richiuso il tutto, ne ho approfittato per ritoccare anche la curva di velocità delle ventole rendendola un po' più aggressiva: di default Apple privilegia la silenziosità (la ventola sale gradualmente solo oltre i 70 °C), io l'ho impostata in modo che cominci a girare un po' prima del previsto, accettando di guadagnare qualche decibel in più di rumore in cambio di temperature decisamente migliori sul lungo periodo.
Il risultato
Al boot e in idle il processore si stabilizza ora intorno ai 59-60 °C, mentre in carico medio-intenso si attesta sui 90-95 °C senza più toccare la soglia critica. Niente più throttling automatico, prestazioni piene e soprattutto un silicio che ringrazia per i prossimi anni di utilizzo. Trattandosi di un portatile che uso in modo medio-intenso quasi tutti i giorni, curare la gestione termica era un investimento che valeva la pena fare per allungargli concretamente la vita.