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Notebook · Mac

MacBook Pro: sostituzione batteria con originale Duracell

Materiali 98 € solo i materiali necessari all'intervento
Tempo 3 h

Video dell'intervento

Ripresa diretta durante alcune fasi dell'intervento (31 sec, audio incluso).

Il problema

Il MacBook teneva la carica una manciata di minuti, e per giunta la percentuale crollava a salti improvvisi anziché scendere in modo lineare: capitava che si spegnesse di botto al 30%, e in qualche caso addirittura al 70% nei momenti di carico più intenso. Bastava un avvio un po' impegnativo perché chiedesse subito di essere collegato all'alimentatore. A questo si aggiungeva un dettaglio strano che inizialmente non avevo ancora collegato al resto: il tasto del trackpad in basso a sinistra aveva smesso di fare click; si premeva, ma in modo morbido, senza il clack caratteristico che lo accompagnava da sempre.

La diagnosi

Aprendo il pannello posteriore, la diagnosi si è praticamente fatta vedere da sola: appena ho tolto l'ultima vite, il pannello stesso si è sollevato di una decina di centimetri, spinto dal basso dalle batterie interne ormai visibilmente gonfie. Non si trattava di una situazione di pericolo immediato, ma bastava a spiegare tutti i sintomi insieme: i salti di percentuale, gli spegnimenti improvvisi e perfino il trackpad bloccato, perché era proprio la cella gonfia a premere dal basso sul pulsante e a impedirgli di scattare correttamente.

L'intervento

Su questi MacBook la batteria è fissata alla scocca con una colla industriale piuttosto tenace, e rimuoverla in sicurezza richiede pazienza più che forza, soprattutto considerando che le celle erano gonfie e quindi particolarmente sensibili a urti e pieghe. Ho lavorato infilando un filo interdentale sotto la batteria e tirando con piccoli movimenti progressivi, in modo da scollare la colla un pezzo alla volta. Avevo provato anche con un filo da pesca, ma essendo in plastica liscia non faceva abbastanza attrito e finiva per scivolare via senza concludere granché; il filo interdentale invece, pur spezzandosi ogni tanto e costringendomi a sostituirlo più volte, si è rivelato proprio l'attrezzo giusto. Tra una sostituzione e l'altra ci sono volute circa due ore di lavoro paziente, al termine delle quali sono riuscito a rimuovere la batteria senza danneggiare la cella o la scocca. A quel punto ho ripulito la sede dai residui di colla, ho posizionato la nuova batteria (un'originale Duracell, modello specifico per questo MacBook acquistata direttamente dal sito del produttore) e ho ricollegato il connettore alla scheda madre. Rispetto all'originale Apple, la Duracell ha un piccolo vantaggio in più: usa un adesivo, non la colla industriale dura, il che significa che il prossimo cambio fra qualche anno sarà decisamente più semplice da affrontare.

Il risultato

Una volta richiuso e riacceso, il MacBook era tornato vivo: avvio normale, trackpad che faceva di nuovo click sulla parte bassa e una batteria che, grazie a una capacità leggermente superiore della Duracell, dura ora anche un po' più dell'originale Apple. La vecchia cella ha trovato giustamente posto nell'apposito contenitore RAEE all'isola ecologica. Questo stesso MacBook è oggi il portatile che uso quotidianamente per l'università e per sviluppare i miei progetti, e ogni volta che lo apro mi torna in mente che ero passato vicino a buttarlo via.

Nota tecnica. Il mio MacBook ha ricevuto nel tempo anche altri due interventi che vale la pena citare: la sostituzione dell'SSD interno con un Samsung 980 EVO NVMe da 1 TB (via adattatore dall'attacco proprietario Apple), e un dual boot con macOS Sonoma e Windows 11, entrambi sistemi operativi che ufficialmente Apple e Microsoft non supporterebbero più su questo modello. Con OpenCore Legacy Patcher e qualche accorgimento sulla parte Windows, oggi gira tutto in modo stabile.

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