PC fisso: passaggio a dissipatore a liquido Corsair
- Materiali
- 120 €solo i materiali necessari all'intervento
- Tempo
- 1 h 30 min3 h 30 min comprendendo lo spostamento di ventole e dischi
Il problema
Il mio PC fisso monta un Intel i7 di tredicesima generazione (16 core, 24 thread) e, per il tipo di lavoro che gli faccio fare (sviluppo, test, compiti che tengono la CPU al 100% per ore di fila), il dissipatore ad aria di partenza non era più all'altezza della situazione. Durante i picchi prolungati le temperature salivano fino al limite, attivando il thermal throttling: in pratica il processore rallenta da solo pur di non superare i 100 °C, allungando di conseguenza i tempi di esecuzione di tutto quello che sta facendo. Le ventole, dal canto loro, giravano al massimo nel tentativo di tenere botta, con tutto il rumore del caso, ma comunque non riuscivano più a stargli dietro.
La diagnosi
Qualche stress test sintetico e un attento monitoraggio durante un paio di carichi reali hanno confermato l'ipotesi: thermal throttling che scattava sopra i 95 °C, ventole costantemente rumorose e prestazioni evidentemente ridotte rispetto al potenziale del processore. Il dissipatore ad aria stava facendo onestamente il suo dovere, ma per un chip di quel calibro era arrivato il momento di passare a qualcosa di più efficiente.
L'intervento
Ho scelto un AIO Corsair iCUE H100i RGB. L'intervento puro di smontaggio del vecchio dissipatore e montaggio del nuovo è durato circa un'ora e mezza, ma ne ho approfittato per ripensare anche il flusso d'aria interno al case: le ventole che stavano sul frontale le ho spostate in alto, ho dovuto riposizionare leggermente i dischi rigidi per fare spazio al radiatore, e ho rifatto da capo i cablaggi interni cercando di dare un po' più di ordine anche all'estetica generale. Includendo tutta questa parte siamo arrivati a circa tre ore e mezza di lavoro complessivo. Entrando nel dettaglio: ho smontato il pannello posteriore per avere accesso all'area di lavoro, tolto le vecchie ventole (tenute in posizione da clip metalliche a incastro), svitato e rimosso il dissipatore ad aria, ripulito la CPU dalla pasta termica precedente con panno e cotton fioc, e dato una pulita generale all'interno con aria compressa. Una volta riposizionati i dischi nella parte bassa del case per liberare lo spazio necessario al radiatore, ho montato l'AIO (la pasta termica era già pre-applicata di fabbrica sulla pompa, quindi non ho dovuto riapplicarla), ho fissato il tutto, sistemato i cablaggi e installato il software di gestione di pompa e ventole. Come tocco finale ho aggiornato anche il BIOS della scheda madre, perché una sua release più recente sbloccava alcuni limiti di potenza del processore: niente overclock, sia chiaro, perché il chip è già molto generoso di suo, l'idea era piuttosto togliergli il freno termico che si era imposto e proteggerne il silicio nel lungo periodo.
Il risultato
Lo stress test prolungato dopo l'intervento ha dato esattamente il risultato che cercavo: in full load il processore lavora ora stabile a 90 °C assorbendo 252 W, cioè il massimo di potenza consentito per quel processore, senza alcun throttling, mentre prima, pur avendo a disposizione molta meno potenza, arrivava a 95-100 °C e finiva per rallentare da solo. Lo scopo, infatti, non era tenere la CPU il più fredda possibile, ma fare in modo che potesse spingere al massimo delle sue capacità per tutto il tempo necessario, restando comunque entro temperature sicure. In più il PC è diventato decisamente più silenzioso, perché le ventole non devono più urlare per tenere a galla un dissipatore ad aria sottodimensionato, e i carichi pesanti a cui sottopongo la macchina quasi ogni giorno vengono completati nel minor tempo possibile.
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