Diffusore di aromi: sostituzione termoresistore rotto
- Materiali
- ~ 0,40 €solo i materiali necessari all'intervento
- Tempo
- 3 h
Il problema
Un diffusore di aromi che dall'oggi al domani ha smesso di funzionare: caricato d'acqua come al solito e premuto il pulsante di accensione, non si è verificata alcuna reazione, come se il dispositivo non fosse nemmeno collegato alla corrente elettrica.
La diagnosi
La prima cosa da fare in questi casi è verificare che il cavo di alimentazione funzioni correttamente, e tester alla mano ho controllato la tensione ai capi del cavo da 220 V una volta entrato nel dispositivo, riscontrando però una situazione del tutto regolare. Il problema, quindi, doveva essere più a valle. Continuando a smontare l'elettronica interna è venuto fuori il colpevole: un piccolo componente chiamato termoresistore (più precisamente un fusibile termico) era spezzato a metà. Si tratta di un componente progettato apposta per "sacrificarsi": quando la temperatura interna supera una certa soglia per un certo tempo, tipicamente perché l'apparecchio è stato lasciato acceso senza acqua e ha quindi surriscaldato, il termoresistore si rompe e interrompe il circuito, evitando che il dispositivo prenda fuoco. In sostanza, aveva fatto esattamente il suo lavoro.
L'intervento
Per la sostituzione sono andato a cercare un termoresistore con le stesse caratteristiche di quello rotto, sia in termini di corrente di funzionamento che di temperatura di intervento. Componenti di questo tipo si trovano in set economici per pochi spiccioli, e ne ho acquistato un set da cinque pezzi a un prezzo davvero basso. Una volta dissaldato il vecchio termoresistore ho montato il nuovo, rifatto i collegamenti e isolato accuratamente i punti di giunzione con del nastro isolante per stare sul sicuro, e infine ho rimontato l'elettronica all'interno della scocca.
Il risultato
Diffusore ricaricato, pulsante premuto, e questa volta il vapore aromatico ha iniziato a uscire come dovrebbe. È un tipo di riparazione che in molti casi viene scartata in favore della sostituzione completa del dispositivo, ed è un peccato, perché il pezzo da sostituire costa letteralmente meno di un caffè.
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