Monitor senza polarizzatore: uno schermo che vedi solo con il filtro giusto
- Materiali
- 0 €un vecchio monitor che non usavo più
- Tempo
- ~ 3 huna serata, tra smontaggio, filtro e rimontaggio
L'idea
Uno schermo LCD funziona grazie a due filtri polarizzatori: uno dietro, tra la retroilluminazione e i cristalli liquidi, e uno davanti, incollato sul vetro. I cristalli liquidi di ogni pixel ruotano più o meno la luce che li attraversa, e il filtro anteriore la lascia passare o la blocca a seconda di quanto è stata ruotata: è lui a trasformare quelle rotazioni in punti chiari e scuri, cioè nell'immagine. L'idea dell'esperimento era proprio togliere il filtro anteriore, perché senza di lui l'occhio non distingue più nulla e lo schermo appare tutto bianco, mentre chi guarda attraverso un polarizzatore, che sia il filtro stesso o un paio di occhiali polarizzati, vede l'immagine come prima.
Il risultato sarebbe stato un monitor leggibile solo da chi ha il filtro giusto. Per provarci ho usato un vecchio Acer da 17 pollici del 2006 che non usavo più, così da poter sperimentare senza la paura di rovinare qualcosa di prezioso.
Lo smontaggio
Tolti il piedistallo e la scocca posteriore, sotto c'è un guscio metallico che racchiude l'elettronica: la scheda di controllo, che riceve il segnale dal PC e lo traduce per il pannello, e la scheda di alimentazione, che comprende anche l'inverter, il circuito che genera l'alta tensione per le lampade della retroilluminazione. Le scritte di avvertimento sulla scheda non sono lì per caso: si lavora solo a monitor scollegato e con un po' di attenzione.
Scollegati i cavi resta il pannello vero e proprio, che è una specie di sandwich: dietro la retroilluminazione con i suoi fogli diffusori, davanti il vetro con i cristalli liquidi e i filtri. Per arrivare al vetro bisogna liberarlo dalla cornice metallica, tenuta da una serie di ganci, e separarlo dalla retroilluminazione. Ho lavorato con i guanti, per non lasciare impronte su superfici che poi sarebbero rimaste dentro lo schermo.
Il filtro, e un incidente
Lungo il bordo del vetro corre una scheda con i driver delle colonne: piccoli chip montati su strisce di film flessibile, collegate da un lato alla scheda e dall'altro direttamente al vetro, ognuna delle quali comanda una fascia di pixel. Sono la parte più delicata di tutto il pannello e, mentre separavo il vetro dal resto, una di queste strisce si è strappata: è quella della foto, ormai staccata. La parte di schermo che controllava non avrebbe più ricevuto alcun segnale, ma ormai l'esperimento era avviato e ho deciso di andare avanti.
Il filtro polarizzatore è una pellicola incollata al vetro con un adesivo molto tenace, e staccarla è stata la parte più difficile: si è strappata in più punti e ha lasciato residui di colla qua e là, tanto che a metà lavoro temevo di aver rovinato anche il vetro. Alla fine il vetro era libero, e il pannello è tornato nella sua cornice e poi nel guscio del monitor, insieme a tutta l'elettronica.
Il risultato
Collegato a un server di casa, che mostra soltanto la sua console di testo, il monitor acceso appare completamente bianco: a occhio nudo, guardando con molta attenzione, si intravede appena qualcosa. Appoggiando sullo schermo il pezzo di filtro che avevo staccato, però, dietro la pellicola ricompare l'immagine, con il testo perfettamente leggibile. Da lontano il filtro rende tutto un po' sfocato, perché oltre al polarizzatore ha una patina di plastica protettiva che sfoca l'immagine; nei punti in cui quella patina si era staccata, invece, l'immagine resta nitida anche a distanza.
Funziona anche con un paio di occhiali da sole polarizzati, con un limite: per vedere bene bisogna inclinare la testa di circa 45 gradi, e i colori virano un po' verso il blu per via delle lenti colorate. Il motivo è che gli occhiali polarizzati sono fatti per bloccare la luce riflessa da strade e acqua, che è polarizzata in orizzontale, mentre in molti monitor LCD di quel periodo il filtro anteriore è orientato in diagonale: per far coincidere le due direzioni bisogna ruotare la testa. Come previsto, infine, una buona parte dello schermo resta bianca anche con il filtro, ed è quella comandata dal driver che si era rotto.
La prossima volta
L'esperimento era soprattutto un gioco, ma ha funzionato, ed è stato molto divertente. In futuro voglio rifarlo in modo più serio, su un altro monitor e con molta più attenzione ai driver del pannello, così da avere uno schermo integro. Per renderlo davvero usabile servirebbero poi degli occhiali con il polarizzatore orientato nel modo giusto: o lenti polarizzate già tagliate con l'angolo corretto, oppure un pezzo del filtro originale applicato davanti a un paio di occhiali normali, rispettandone l'orientamento.
Intanto un monitor destinato alla discarica è diventato un piccolo esperimento di fisica che si può toccare con mano: uno schermo bianco per chiunque, tranne che per chi guarda attraverso il filtro giusto.
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